Caffè verde
Estratti di chicco di caffè verde in capsule, compresse e polvere. Ti spieghiamo cosa significa la titolazione in acido clorogenico, quanta caffeina contiene un chicco non tostato e come inserirlo nella giornata.Leggi di più →
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Acido clorogenico, caffeina e forme del caffè verde
Il chicco non tostato e l'acido clorogenico
Il caffè verde è il seme della pianta del caffè, Coffea arabica o Coffea canephora, prima della tostatura. Non è un chicco acerbo: è semplicemente crudo. La tostatura crea aroma e colore, ma riduce gran parte dell'acido clorogenico, il polifenolo più studiato del chicco. Nel chicco crudo l'acido clorogenico pesa più della caffeina.
Ecco perché bere più caffè tostato non dà la stessa cosa. Negli integratori si usa quasi sempre un estratto concentrato, non il chicco intero. Il dato da leggere in etichetta è la titolazione: la percentuale di acido clorogenico nell'estratto. Con una titolazione al 50%, 400 mg di estratto forniscono circa 200 mg di acido clorogenico. Vale lo stesso principio che applichiamo agli altri estratti nel nostro reparto di erbe e piante: senza titolazione dichiarata non sai cosa stai prendendo.
Le forme che trovi qui
- Capsule e compresse con estratto titolato: dose stabile e facile da contare, la scelta più pratica per l'uso quotidiano.
- Polvere di chicco crudo: sapore erbaceo, si scioglie in acqua calda o in un frullato. Meno concentrata dell'estratto.
- Formule combinate, spesso con estratti di tè verde o cromo. Comode, ma controlla che il caffè verde non sia presente solo in tracce.
Come scegliamo i prodotti con caffè verde
Guardiamo tre cose: forma, dosaggio e combinazioni sensate. Accettiamo volentieri un estratto con titolazione dichiarata in acido clorogenico, perché ti permette di confrontare i prodotti; diffidiamo delle etichette che indicano solo "estratto di caffè verde" senza percentuale. Preferiamo formule con pochi ingredienti ben dosati invece di miscele lunghe e diluite. Compriamo direttamente dai marchi, il nostro team di conformità controlla ogni prodotto prima della pubblicazione e testiamo noi stessi, con verifiche a campione di laboratori indipendenti. Ti spieghiamo come selezioniamo marchi e prodotti.
Per chi ha senso e cosa aspettarsi
Il caffè verde interessa soprattutto chi segue un percorso di alimentazione controllata e cerca un supporto in più accanto alla dieta e al movimento. Funziona come integrazione, non come scorciatoia: gli studi disponibili sono piccoli e non permettono conclusioni forti, e l'autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) non ha approvato claim specifici sull'acido clorogenico. Se il tuo obiettivo riguarda la gestione del peso, considera il caffè verde una parte del piano, valutata su almeno otto settimane di uso costante.
Una cosa da tenere presente: il chicco crudo contiene caffeina, in quantità inferiore al caffè tostato ma non trascurabile. Se sei sensibile agli stimolanti, conta anche caffè, tè ed energy drink della giornata e prendi l'integratore al mattino. Esistono anche estratti decaffeinati, utili a chi vuole l'acido clorogenico senza l'effetto stimolante. Chi è in gravidanza o in allattamento non dovrebbe usare integratori con caffè verde, e chi assume farmaci ne parla prima con il medico.
Domande frequenti
È il seme della pianta del caffè non ancora tostato. Stesse varietà del caffè che bevi, Coffea arabica e Coffea canephora, ma senza torrefazione. Il colore verde viene dal chicco crudo, non da una raccolta anticipata. La differenza pratica sta nella composizione: senza tostatura il chicco conserva molto più acido clorogenico, un polifenolo con attività antiossidante studiata in laboratorio. Contiene anche caffeina, in quantità minore rispetto al chicco tostato.



