Palmitoiletanolamide
Qui trovi la palmitoiletanolamide (PEA) in capsule, compresse, bustine e polvere, dalla forma micronizzata a quella ultra-micronizzata. Spieghiamo come cambiano i dosaggi, quando assumerla e cosa possiamo dire davvero.Leggi di più →
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PEA: forme, dosaggi e criteri di scelta
La palmitoiletanolamide, in breve PEA, è un lipide che il corpo produce da sé. La trovi anche in alimenti comuni: uova, arachidi, soia, piselli e pomodori. Dal punto di vista chimico è l'amide di un acido grasso, e questo spiega una cosa molto pratica: è grassa e quasi insolubile in acqua. In questa pagina raccogliamo capsule, compresse, bustine e polveri con PEA, insieme alle formule combinate del nostro assortimento di integratori alimentari.
La dimensione delle particelle è la prima cosa da guardare
Poiché la PEA non si scioglie in acqua, la finezza della polvere decide quanto ne assorbi. Per questo i produttori la macinano. In etichetta trovi tre diciture: PEA nativa (non macinata), PEA micronizzata (particelle più piccole) e PEA ultra-micronizzata (le più fini). Le due forme lavorate nascono proprio per migliorare l'assorbimento di una sostanza lipofila, cioè che ama i grassi e fatica a mescolarsi con l'acqua. È anche il motivo per cui la PEA si assume durante o subito dopo un pasto. Come per gli altri lipidi in capsula, un po' di grasso nel piatto aiuta.
Dosaggi e combinazioni che trovi qui
Le confezioni italiane si concentrano su 300, 400 e 600 mg per unità. Le dosi giornaliere arrivano spesso a 1.200 mg, divise in due o più momenti della giornata. I formati si dividono così:
- Capsule e compresse: la scelta più comune, dosaggio preciso e facile da contare.
- Bustine e microgranuli sublinguali: si sciolgono sotto la lingua, utili se fai fatica a deglutire.
- Polvere micronizzata: costo per grammo più basso, ma serve il misurino e un po' di attenzione.
- Formule combinate: spesso con luteolina, quercetina o magnesio in capsule.
Come scegliamo la PEA che mettiamo in assortimento
Guardiamo tre cose: la forma, il dosaggio e le combinazioni. Preferiamo la PEA micronizzata o ultra-micronizzata, perché una polvere più fine viene assorbita meglio di quella nativa. Vogliamo il contenuto di PEA dichiarato per capsula, non solo per porzione: è l'unico modo per confrontare i prezzi in modo onesto. Le formule combinate le accettiamo solo quando ogni ingrediente ha una dose sensata, non tracce a scopo decorativo. Compriamo direttamente dai marchi, senza intermediari, e il nostro team compliance controlla ogni prodotto prima della pubblicazione. Puoi leggere come selezioniamo.
Cosa possiamo dire e cosa non diciamo
Per la PEA non esistono indicazioni sulla salute autorizzate dall'autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA). Quindi non promettiamo effetti e sulle nostre schede non troverai frasi su dolore o infiammazione. Quello che possiamo dirti è concreto. Dal 2017 il Ministero della Salute consente l'impiego della PEA negli integratori alimentari e non ha fissato un apporto massimo giornaliero. Nella pratica interessa soprattutto ad adulti attivi, a chi si allena con carichi ripetuti e a chi vuole integrarla per periodi lunghi. Chi la usa la descrive come un percorso lento: le valutazioni si fanno di solito dopo quattro a otto settimane di assunzione regolare. Se cerchi un effetto immediato in un giorno, questa non è la categoria giusta. Se invece vuoi un'integrazione costante e ben dosata, qui trovi le forme e i formati adatti. In gravidanza, durante l'allattamento e sotto i 18 anni parlane prima con il medico.
Domande frequenti
È una molecola grassa che il nostro organismo produce da sé, appartenente alla famiglia delle amidi degli acidi grassi. La trovi anche negli alimenti: uova, arachidi, soia, piselli e pomodori ne contengono piccole quantità. Negli integratori compare come PEA, l'abbreviazione usata sia in etichetta sia nel linguaggio quotidiano. Essendo lipofila, cioè affine ai grassi, non si scioglie in acqua: questa caratteristica influenza sia la lavorazione della polvere sia il momento in cui conviene assumerla.



