Il fabbisogno di alcuni nutrienti cambia più volte nel corso della vita. Con le mestruazioni aumentano le perdite di ferro. In gravidanza servono più folati. Dopo la menopausa il bisogno di calcio sale, mentre quello di ferro scende. Per questo la parola "donna" in etichetta dice poco da sola: contano il nutriente, la forma e la dose.
La forma decide quanto ne assorbi
Il ferro è l'esempio più chiaro. Il solfato ferroso costa poco, ma molte donne lo trovano pesante e smettono dopo una settimana. Il ferro bisglicinato è legato a un aminoacido e di solito è più delicato per lo stomaco. Le forme sucrosomiali e liposomiali avvolgono il minerale in un piccolo strato di grasso, così tocca meno la parete dello stomaco. Costano di più, e hanno senso soprattutto se in passato hai interrotto una cura per la nausea. Il ferro contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell'affaticamento.
Lo stesso ragionamento vale per gli altri nutrienti. Per i folati il metilfolato è la forma già attiva e non deve essere convertita dal corpo. La vitamina D3 in capsule oleose si assorbe meglio di una compressa asciutta, perché è liposolubile: ha bisogno di grassi per passare. Tra le forme di magnesio preferiamo citrato e bisglicinato all'ossido, che si dissolve meno bene e spesso finisce nell'intestino senza essere usato.
Come scegliamo cosa entra in assortimento
Guardiamo tre cose: la forma del nutriente, la dose e le combinazioni che hanno senso. Per il ferro scegliamo forme ben tollerate abbinate alla vitamina C, che ne favorisce l'assorbimento. Per la vitamina D lavoriamo con capsule oleose. Lasciamo fuori i multivitaminici con venti ingredienti in dosi simboliche: se un nutriente c'è, deve esserci in una quantità utile. Compriamo direttamente dai marchi, senza intermediari, e ogni prodotto passa dal nostro team compliance prima di andare online. Proviamo noi stessi i prodotti e laboratori indipendenti controllano i lotti a campione. Scopri come selezioniamo marchi e prodotti.
Per chi ha senso, e cosa aspettarsi
Partire da un esame del sangue evita di integrare alla cieca. Ferritina, vitamina D e vitamina B12 sono i valori che più spesso spiegano una stanchezza che non passa. Se i valori sono nella norma, un multivitaminico di base e prodotti con magnesio coprono le esigenze quotidiane più comuni. Il magnesio contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso e alla riduzione della stanchezza. Gli effetti non arrivano in due giorni: per il magnesio calcola due o tre settimane di uso costante, per ferro e vitamina D due o tre mesi prima di ricontrollare i valori.
- Età fertile: ferro e folati sono i due punti a cui guardare per primi.
- Gravidanza e allattamento: folati sempre, ferro solo se il medico lo indica. I supplementi con vitamina A vanno assunti solo su indicazione medica.
- Perimenopausa e la fase della menopausa: il fabbisogno di calcio sale, quello di ferro scende.
- Alimentazione vegetale: ferro non-eme, vitamina B12 e iodio meritano un controllo periodico.
Il calcio contribuisce al mantenimento di ossa normali. La vitamina D contribuisce al normale assorbimento di calcio e fosforo. Sono due funzioni distinte, non una promessa unica. Se prendi farmaci anticoagulanti, parla con il medico prima di scegliere un prodotto con vitamina K, perché può interferire con la terapia.