Zinco
Trovi qui lo zinco in bisglicinato, picolinato, citrato e gluconato, in compresse, capsule e gocce. Spieghiamo quale forma si assorbe meglio, quanto zinco al giorno è ammesso in Italia e quando prenderlo.Leggi di più →
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Come scegliere un integratore di zinco: forme, dosaggi e assorbimento
Lo zinco è un oligoelemento: nel corpo di un adulto se ne trovano solo 2-3 grammi, soprattutto nei muscoli e nelle ossa. Come gli altri minerali essenziali l'organismo non lo produce, e le riserve sono piccole. Conta quindi l'apporto di ogni giorno. Le fonti più assorbibili sono carne, pesce, frutti di mare, uova e formaggi. Legumi, cereali integrali e semi ne contengono meno, e i fitati che li accompagnano ne trattengono una parte nell'intestino.
Le forme cambiano l'assorbimento, non il minerale
In etichetta lo zinco compare sempre legato a qualcosa: un sale oppure un chelato. Chelato significa che il minerale è agganciato a una molecola organica che lo accompagna attraverso la parete intestinale.
- Ossido di zinco: il più economico, ma il suo assorbimento dipende molto dall'acidità dello stomaco.
- Gluconato e citrato: le forme più studiate, ben tollerate, con un buon rapporto tra costo e assorbimento.
- Bisglicinato: zinco legato a due molecole di glicina, un aminoacido. Assorbimento alto e stomaco tranquillo anche a digiuno.
- Picolinato: legato all'acido picolinico, apprezzato per la tollerabilità.
- Pastiglie da succhiare: restano a contatto con la gola, per questo si trovano nei prodotti stagionali.
Come scegliamo lo zinco che mettiamo in assortimento
Guardiamo tre cose: la forma, il dosaggio e le combinazioni. Preferiamo bisglicinato, citrato e picolinato, perché si assorbono bene e restano gentili sullo stomaco. Sui dosaggi restiamo entro il limite italiano di 15 mg al giorno per gli adulti: uno zinco a dose più alta non è uno zinco migliore. Accettiamo gli abbinamenti solo quando hanno una logica, ad esempio con il rame; lasciamo fuori le formule con dieci ingredienti a dosi simboliche. Compriamo direttamente dai marchi, il nostro team di conformità controlla ogni prodotto e i lotti vengono verificati anche da laboratori indipendenti. Scopri come selezioniamo i marchi.
A chi serve un'integrazione e a chi no
In Italia la dieta media copre già il fabbisogno di zinco, quindi non tutti hanno bisogno di un integratore. Ha più senso per chi mangia poca carne e poco pesce, per chi segue un'alimentazione vegana o vegetariana, per gli over 65 e per chi ha un fabbisogno aumentato. Lo zinco contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario e al mantenimento di capelli, unghie e pelle normali: sono le due funzioni approvate dall'autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) più cercate in questa categoria.
Un secondo minerale con cui viene spesso abbinato è il selenio, presente in molte formule stagionali. Se prendi già un multivitaminico, controlla l'etichetta: lo zinco è quasi sempre incluso e le dosi si sommano.
Sui tempi siamo onesti. Pelle, capelli e unghie si rinnovano lentamente, quindi valuta un ciclo di due o tre mesi prima di trarre conclusioni. E c'è un limite reale: lo zinco fa la sua parte quando l'apporto è insufficiente. Se ne assumi già abbastanza, alzare la dose non aggiunge nulla e, a lungo termine, un eccesso riduce l'assorbimento del rame. Per questo il dosaggio moderato e costante batte la dose alta occasionale.
Domande frequenti
Lo zinco è un minerale essenziale in tracce, presente in tutte le cellule e coinvolto nell'attività di centinaia di enzimi. L'EFSA riconosce diverse funzioni: contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario, alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, al mantenimento di capelli, unghie e pelle normali, alla normale fertilità e riproduzione e alla normale funzione cognitiva. Non viene immagazzinato in riserve utili, quindi serve un apporto regolare attraverso l'alimentazione o, quando questa non basta, con un integratore.




