Vitamina K
Qui trovi la vitamina K in due forme: K1 (fillochinone) e K2 (menachinone MK-7 o MK-4), da sola o insieme alla vitamina D3. Spieghiamo come si differenziano le forme, quali dosaggi sono usuali e quando assumerla.Leggi di più →
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Vitamina K1 e K2: differenze, dosaggi e combinazioni
La vitamina K è liposolubile: si scioglie nei grassi, non nell'acqua. In etichetta la trovi in due famiglie, K1 e K2. La vitamina K contribuisce alla normale coagulazione del sangue e al mantenimento di ossa normali. Sono le due sole indicazioni approvate dall'autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), e sono anche le uniche che usiamo.
K1 e K2 partono da fonti diverse
La K1, o fillochinone, arriva dalle verdure a foglia verde: spinaci, cavoli, broccoli. È la forma più presente in una dieta italiana normale. La K2, o menachinone, si trova negli alimenti fermentati e in alcuni prodotti di origine animale. Negli integratori la K2 viene spesso ricavata dal natto, la soia fermentata giapponese. Nella nostra categoria vitamine trovi entrambe: la K2 è la più richiesta, la K1 resta una scelta semplice per chi mangia poche verdure.
MK-7 resta nel sangue più a lungo di MK-4
La K2 esiste in più varianti. Negli integratori contano MK-4 e MK-7. La MK-4 si esaurisce in poche ore, quindi servono più assunzioni al giorno. La MK-7 rimane in circolo molto più a lungo: una dose quotidiana basta. Per questo la maggior parte dei prodotti che vendiamo usa MK-7, in genere tra 50 e 200 microgrammi (mcg). Un secondo dettaglio che controlliamo è la percentuale di forma all-trans, cioè la variante che il corpo utilizza davvero. I produttori seri la dichiarano in etichetta.
I formati disponibili sono tre:
- Capsule softgel: la vitamina è già sciolta in un olio, il formato più comune.
- Compresse: pratiche e spesso più convenienti, meglio assunte durante un pasto.
- Gocce: dose flessibile, comode per chi fatica a ingoiare capsule.
Come scegliamo gli integratori con vitamina K
Guardiamo tre cose: la forma, il dosaggio e le combinazioni che hanno senso. Preferiamo la MK-7 all-trans, perché una dose al giorno è sufficiente e la biodisponibilità è documentata. Accettiamo la K1 dove serve solo un apporto di base. Sui dosaggi restiamo nei limiti previsti per gli integratori in Italia: alto non significa migliore. La combinazione con i prodotti con vitamina D3 è logica, perché entrambe sono liposolubili e si assumono nello stesso pasto. Ogni prodotto passa dal nostro team compliance, testiamo noi stessi e laboratori indipendenti controllano i lotti a campione. Scopri come selezioniamo.
Per chi ha senso e cosa aspettarsi
La vitamina K interessa soprattutto chi assume già vitamina D, chi mangia poche verdure a foglia verde e chi cura la salute dello scheletro; in questo caso guarda anche i prodotti per ossa e articolazioni. Assumila con un pasto che contiene grassi: senza grassi l'assorbimento cala.
Siamo onesti su un punto: la vitamina K non si sente. Non dà energia né un effetto immediato. Lavora in background sui processi di coagulazione e sull'osso, quindi conta l'assunzione regolare, non la dose singola. Se prendi anticoagulanti orali come il warfarin, la vitamina K interferisce con il farmaco: in quel caso parla prima con il tuo medico.
Domande frequenti
La vitamina K è una vitamina liposolubile, cioè si assorbe insieme ai grassi del pasto. Esiste come K1 (fillochinone), tipica delle verdure a foglia verde, e come K2 (menachinone), presente negli alimenti fermentati. Secondo le indicazioni approvate a livello europeo, la vitamina K contribuisce alla normale coagulazione del sangue e al mantenimento di ossa normali. Si integra soprattutto quando la dieta contiene poche verdure verdi o quando si vuole un apporto costante e misurato ogni giorno.









