Lattasi
Qui trovi integratori con enzima lattasi in compresse, capsule e forme masticabili. Ti spieghiamo come leggere le unità FCC sull'etichetta, quando assumere l'enzima e quale dosaggio ha senso per il tuo pasto.Leggi di più →
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Come riconoscere un buon integratore di lattasi
La lattasi è l'enzima che scinde il lattosio, lo zucchero del latte, in due zuccheri più semplici: glucosio e galattosio. Chi ne produce poca lo digerisce male. Un integratore fornisce l'enzima dall'esterno, nel momento del pasto, e fa parte della famiglia degli enzimi digestivi. L'indicazione europea approvata è una sola: la lattasi migliora la digestione del lattosio nelle persone che fanno fatica a digerirlo. Vale per prodotti con almeno 4.500 unità FCC per dose, assunti a ogni pasto contenente lattosio.
Le unità FCC contano più del nome sulla confezione
FCC (Food Chemical Codex) misura l'attività dell'enzima, non il suo peso. Molte etichette scrivono ALU, U oppure UL: sono la stessa unità con nomi diversi. Fai attenzione alla dicitura ALU/g, che indica la concentrazione per grammo di materia prima, non la quantità per compressa. Un prodotto da 100.000 ALU/g con 100 mg di enzima fornisce 10.000 unità FCC. In commercio si va da 4.500 a 20.000 unità per dose: 4.500 coprono un pasto leggero, un tagliere di formaggi richiede di solito un dosaggio più alto o più compresse.
La forma decide quando l'enzima lavora
La lattasi agisce solo finché il lattosio è nel tratto digestivo, quindi il momento dell'assunzione conta quanto la dose.
- Compresse masticabili e orosolubili: si prendono con il primo boccone, pratiche fuori casa.
- Capsule: da deglutire circa 20-30 minuti prima del pasto, senza sapore.
- Compresse a rilascio prolungato: liberano l'enzima in due fasi, utili per pasti lunghi.
- Gocce: si aggiungono al latte e permettono di dosare liberamente.
Come selezioniamo gli integratori di lattasi
Guardiamo tre cose: la quantità di enzima per dose, la forma e le combinazioni. Accettiamo solo prodotti che dichiarano le unità FCC per compressa o capsula, non soltanto gli ALU/g, perché senza quel dato non puoi calcolare niente. Preferiamo dosaggi da 4.500 unità in su, la soglia a cui l'indicazione europea può essere usata. Le combinazioni le valutiamo una per una: calcio o vitamina D hanno senso per chi limita i latticini, un elenco lungo di estratti spesso no. Compriamo direttamente dai marchi e ogni prodotto passa il nostro team compliance prima di andare online. Leggi come selezioniamo.
Per chi ha senso e cosa aspettarsi
La lattasi serve nel momento del pasto e non oltre. L'effetto inizia dopo circa 15-30 minuti e dura in genere una o due ore, quindi prenderla dopo i primi disturbi serve a poco. Non riduce l'intolleranza nel tempo e non sostituisce la lettura delle etichette, perché il lattosio compare anche in salumi, pane confezionato e dolci industriali. Aspettati un aiuto puntuale sul singolo pasto, non un cambio della tua soglia di tolleranza.
La soglia varia molto da persona a persona, quindi le prime volte conviene partire da un pasto semplice e da una dose bassa, poi salire. Se i disturbi restano anche quando eviti latte e latticini, la causa può essere un'altra: in quel caso guarda al tema più ampio del supporto alla digestione.
Chi consuma latticini quasi ogni giorno spesso abbina l'enzima a un lavoro di fondo sull'intestino con fermenti vivi, da assumere in modo regolare e non solo prima dei pasti.
Domande frequenti
La lattasi è un enzima prodotto dall'intestino tenue. Divide il lattosio, lo zucchero del latte, in glucosio e galattosio, due zuccheri che il corpo assorbe facilmente. Quando la produzione è insufficiente, il lattosio arriva intero nell'intestino crasso e viene fermentato dai batteri. Un integratore fornisce l'enzima dall'esterno al momento del pasto: la lattasi migliora la digestione del lattosio nelle persone che fanno fatica a digerirlo. Negli integratori l'enzima deriva di solito dal fungo Aspergillus oryzae.




