Oli essenziali
Oli essenziali puri per il diffusore, il massaggio e la cosmesi fai da te: dalla lavanda alla menta piperita fino agli agrumi. Ti spieghiamo le differenze tra olio puro e miscela e come diluirli in un olio vettore.Leggi di più →
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Come riconoscere un olio essenziale puro
Gli oli essenziali sono estratti vegetali molto concentrati, non oli grassi come quello di mandorle dolci. Si ottengono per distillazione in corrente di vapore, il metodo usato per lavanda, eucalipto e menta piperita, oppure per spremitura a freddo delle scorze, tipica di limone, arancio e bergamotto. Da una stessa pianta possono nascere oli diversi: dall'arancio si ricavano il neroli dai fiori, il petitgrain da foglie e rametti e l'olio dalla scorza del frutto. Tre profumi, tre prezzi, tre usi.
Nella pratica li usi in tre modi: in diffusione con un diffusore a ultrasuoni, in inalazione a secco con una goccia su un fazzoletto, oppure diluiti in una crema neutra o in un olio vegetale, accanto ai tuoi prodotti per la pelle. Servono anche per profumare cassetti e biancheria. Puri sulla pelle invece no: sono troppo concentrati.
Il prezzo racconta la resa della pianta
Il costo dipende da quanta materia prima serve. La scorza di arancio dolce ha una resa alta, i petali di rosa una resa bassissima: occorrono circa cento chili di petali per poche centinaia di grammi di olio. Se un olio di rosa costa come uno di menta, quasi sempre è diluito oppure ricostruito con molecole di sintesi. In etichetta cerca nome botanico, parte della pianta, metodo di estrazione e numero di lotto. Senza il nome latino manca l'informazione più utile per capire cosa stai comprando.
Come scegliamo gli oli essenziali in assortimento
Guardiamo la forma, la concentrazione e le combinazioni che hanno senso. Preferiamo oli puri al 100% con nome botanico e, dove esiste, chemiotipo dichiarato: il chemiotipo è il profilo chimico dominante, e nel timo o nel rosmarino cambia sia il profumo sia le avvertenze d'uso. Teniamo le miscele solo quando ogni olio è elencato. Compriamo direttamente dai marchi, il nostro team compliance controlla ogni prodotto prima della pubblicazione e facciamo verificare i lotti anche da laboratori indipendenti. Non promettiamo cure: un olio essenziale profuma e si usa in cosmesi, non sostituisce un medicinale. Se vuoi i dettagli, leggi come selezioniamo.
Diluizione, prova cutanea e sole
Sulla pelle un olio essenziale va sempre diluito in un olio vettore, cioè un olio vegetale neutro come mandorle dolci o jojoba, che lo distribuisce e riduce il rischio di irritazione. Prima di usare una miscela nuova, applicane poca nella piega del gomito e aspetta 48 ore. Gli oli agrumati, come bergamotto, limone e arancia, possono rendere la pelle più sensibile alla luce: dopo l'uso evita sole e lampade abbronzanti per 8-10 ore.
A chi sono adatti
Vanno bene se ti interessano il profumo, l'atmosfera in casa e la cosmesi fai da te. Chi cerca invece un effetto dosato di solito si trova meglio con un integratore, per esempio con estratti di lavanda in capsule o in gocce, dove la quantità è dichiarata per porzione.
Un'ultima nota onesta: gli oli essenziali sono concentrati e non sono adatti a tutti. Evitali sui bambini sotto i 3 anni e chiedi consiglio al medico in gravidanza, durante l'allattamento, in caso di asma o di epilessia. Se stai costruendo una routine serale, trovi altre opzioni nella sezione stress e rilassamento.
Domande frequenti
Che cosa sono esattamente gli oli essenziali?
Sono estratti vegetali molto concentrati, composti da decine di molecole volatili. Si ricavano per distillazione in corrente di vapore, usata per fiori, foglie e legni, o per spremitura a freddo delle scorze degli agrumi. Non sono oli grassi: una goccia contiene le sostanze aromatiche di una grande quantità di pianta. Per questo si usano in piccolissime quantità, in diffusione o diluiti, e non come un normale olio da massaggio.
Come si usano gli oli essenziali nel diffusore?
Con un diffusore a ultrasuoni basta aggiungere poche gocce all'acqua del serbatoio, seguendo le indicazioni riportate sulla confezione. Meglio usarlo a cicli brevi, in una stanza arieggiata, invece che in modo continuo. I diffusori a calore e i bruciatori scaldano l'olio e ne alterano il profilo aromatico, quindi il profumo cambia nel tempo. In presenza di neonati, animali domestici o persone con asma, arieggia e riduci la quantità.
Quale forma conviene scegliere: olio puro, miscela, roll-on o idrolato?
Dipende da quanto vuoi dosare tu e da quanta praticità cerchi.
| Forma | Come si usa | Adatta a |
|---|---|---|
| Olio essenziale puro | Diffusione o diluizione fatta da te | Chi vuole controllo totale |
| Miscela (sinergia) | Diffusione, composizione già pronta | Chi cerca un profumo definito |
| Roll-on già diluito | Applicazione diretta sulla pelle | Uso fuori casa, principianti |
| Idrolato (acqua floreale) | Spray sul viso o sui capelli | Pelle sensibile, uso delicato |
Se inizi adesso, un roll-on o un idrolato riducono il margine di errore.
Come si diluisce un olio essenziale prima di metterlo sulla pelle?
Si mescola in un olio vettore, cioè un olio vegetale neutro come mandorle dolci, jojoba o vinaccioli, oppure in una crema senza profumo. Il vettore distribuisce le gocce su una superficie più ampia e abbassa la concentrazione. Sul viso serve una diluizione più bassa che sul corpo. Prima di usare una miscela nuova, applicane un poco nella piega del gomito e aspetta 48 ore per vedere se compaiono rossore o prurito.
Gli oli essenziali si possono prendere per bocca?
Solo se il prodotto è autorizzato come integratore alimentare o aroma alimentare e riporta la modalità d'uso in etichetta. Molti oli essenziali in commercio sono destinati all'uso cosmetico e ambientale, non all'ingestione. Oli come cannella, origano, chiodi di garofano e timo timolo sono irritanti per le mucose. Se ti interessa la via orale, spesso è più semplice partire da prodotti già dosati, per esempio con menta piperita in capsule.
Quali oli essenziali richiedono attenzione con il sole?
Soprattutto gli agrumi ottenuti per spremitura a freddo: bergamotto, limone, lime, arancia, arancia rossa, pompelmo e mandarino. Contengono furocumarine, sostanze che rendono la pelle più reattiva alla luce ultravioletta. Dopo averli applicati, anche diluiti, evita sole diretto e lampade abbronzanti per 8-10 ore. In estate conviene usarli la sera, oppure in diffusione, dove il problema non si presenta perché non restano sulla pelle.
Si possono usare con i bambini, in gravidanza o con l'asma?
Servono precauzioni. Sotto i 3 anni è meglio evitarli e chiedere prima al pediatra. In gravidanza e allattamento, e in caso di epilessia o allergie respiratorie, parlane con il medico prima di iniziare. I suffumigi non sono consigliati nei bambini piccoli e in chi soffre di asma, perché il vapore aromatico può irritare le vie respiratorie. Tieni sempre i flaconi chiusi e fuori dalla portata dei bambini.
Perché in etichetta compaiono limonene, linalolo o geraniolo?
Sono molecole naturalmente presenti negli oli essenziali: il limonene negli agrumi, il linalolo nella lavanda, il geraniolo nel geranio. Il regolamento europeo sui cosmetici impone di dichiararle singolarmente quando superano lo 0,001% nei prodotti che restano sulla pelle e lo 0,01% in quelli da risciacquare. Dal 2023 la lista degli allergeni da dichiarare è stata ampliata, con applicazione progressiva. Vederle in etichetta non indica un difetto: indica trasparenza, utile a chi ha già avuto reazioni cutanee.



















