Centella asiatica
Trovi la Centella asiatica, nota anche come Gotu Kola, in capsule, compresse, estratti titolati e tintura madre. Ti spieghiamo cosa significa la titolazione in derivati triterpenici e come scegliere la forma giusta.Leggi di più →
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Come riconoscere un estratto di Centella asiatica ben titolato
La centella asiatica è una piccola pianta strisciante che cresce nelle zone umide dell'Asia meridionale. Nella tradizione ayurvedica si chiama gotu kola o brahmi, in erboristeria italiana la trovi anche come erba della tigre. Le sostanze di riferimento sono i derivati triterpenici: asiaticoside, acido asiatico e acido madecassico. Questa pagina fa parte del nostro assortimento di estratti di erbe e piante.
La titolazione dice più dei milligrammi
Sull'etichetta contano due numeri. Il primo è la quantità di estratto per dose giornaliera. Il secondo è la titolazione: la percentuale di derivati triterpenici garantita in quell'estratto, spesso espressa come asiaticoside. Un estratto titolato al 20% e una polvere della pianta essiccata non sono la stessa cosa, nemmeno a pari milligrammi. Molti prodotti italiani mettono nella stessa capsula estratto titolato e polvere micronizzata: guarda quanto pesa ciascuno dei due. Se la titolazione non è dichiarata, non puoi sapere quanto stai davvero assumendo.
Le forme disponibili e le differenze pratiche
- Capsule e compresse con estratto secco titolato: dose costante, la scelta più comune per l'uso quotidiano.
- Polvere della pianta intera: meno concentrata, più vicina all'uso tradizionale.
- Tintura madre in gocce: soluzione idroalcolica, cioè la pianta estratta in acqua e alcol. Dosaggio flessibile, gusto amaro, contiene alcol.
- Erba essiccata per infuso: gradevole come rituale della sera, con un contenuto di sostanze attive variabile.
Cosa possiamo dire e cosa no
Meglio essere chiari sulle tempistiche: la centella non si valuta in due giorni, chi la usa la assume in cicli di alcune settimane con pause programmate. L'autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) non ha approvato indicazioni sulla salute per la centella, perché le valutazioni sulle piante sono ancora sospese. In Italia le etichette possono riportare la dicitura sulla funzionalità del microcircolo ammessa dal Ministero della Salute. Noi ci fermiamo lì: preferiamo spiegarti cosa c'è nel barattolo invece di promettere risultati.
Come scegliamo i prodotti con centella
Guardiamo tre cose: la forma dell'estratto, il dosaggio e le combinazioni che hanno senso. Preferiamo estratti secchi con titolazione dichiarata in derivati triterpenici, perché così sai quanto stai assumendo. Teniamo anche polveri e gocce, ma spieghiamo la differenza invece di presentarle come equivalenti. Non selezioniamo formule che nascondono la centella fra venti ingredienti in dosi minime. Compriamo direttamente dai marchi e ogni prodotto passa dal nostro team compliance prima di andare online. Spieghiamo in dettaglio come selezioniamo marchi e prodotti.
Vale la pena sapere anche per chi non è adatta. La centella non è indicata in gravidanza e allattamento. Chi assume farmaci anticoagulanti o ha problemi al fegato ne parla prima con il medico, perché la pianta viene metabolizzata a livello epatico.
Molte persone la inseriscono in una routine di bellezza dall'interno, accanto al collagene in polvere.
Chi cerca un sostegno per la pelle guarda spesso anche alla vitamina C, che contribuisce alla normale formazione del collagene.
Domande frequenti
Che cos'è la Centella asiatica e perché si chiama anche Gotu Kola?
È una pianta erbacea strisciante originaria delle zone calde e umide dell'Asia meridionale, come India, Sri Lanka e Indonesia. Gotu kola è il nome usato nella tradizione ayurvedica, brahmi ed erba della tigre sono altri nomi diffusi. Negli integratori si usa la parte aerea, cioè foglie e steli, perché è la parte più ricca di derivati triterpenici come l'asiaticoside. Sul mercato italiano i due nomi indicano la stessa pianta.
Quale forma di Centella asiatica conviene scegliere?
Dipende da quanto vuoi controllare la dose e da come preferisci assumerla. L'estratto secco titolato in capsule resta la scelta più prevedibile, perché la quantità di derivati triterpenici è dichiarata.
| Forma | Caratteristica | Adatta a |
|---|---|---|
| Estratto secco titolato | Dose dichiarata e costante | Uso quotidiano a cicli |
| Polvere della pianta | Meno concentrata | Chi preferisce la pianta intera |
| Tintura madre | Gocce, contiene alcol | Dosaggio flessibile |
| Erba per infuso | Contenuto variabile | Uso tradizionale, tisana |
Come e quando si assume la centella?
Segui sempre la dose indicata sulla confezione, perché cambia molto in base alla titolazione dell'estratto. Le capsule con estratto titolato si assumono in genere una o due volte al giorno, lontano dai pasti, con acqua abbondante. La tintura madre si diluisce in poca acqua. Se sei sensibile di stomaco, comincia dalla dose più bassa prevista dall'etichetta e resta su quella per qualche giorno.
Dopo quanto tempo si notano gli effetti?
Non è un prodotto dall'effetto immediato. Chi la usa parla di sensazioni che si valutano dopo due o tre settimane di assunzione costante, e gli studi clinici lavorano su periodi di otto settimane o più. Questa è una limitazione onesta, non un difetto: significa che vale la pena impostare un ciclo e completarlo, invece di cambiare prodotto dopo pochi giorni. Prendi nota di quando inizi.
Per quanto tempo si può usare e servono delle pause?
L'uso tipico è a cicli. Molti produttori e testi di erboristeria indicano periodi di alcune settimane seguiti da una pausa, invece di un'assunzione continua per mesi. Il motivo è prudenziale: sono stati descritti casi rari di problemi al fegato con dosi elevate o uso molto prolungato. Se pensi di superare le otto o dodici settimane, parlane con il medico o con il farmacista prima di continuare.
Con cosa si abbina di solito la centella?
Le combinazioni più diffuse in Italia sono con vite rossa, rusco, ippocastano e ananas nei prodotti pensati per le gambe, oppure con vitamina C e bioflavonoidi. Se il tuo obiettivo riguarda l'aspetto della pelle, la centella viene spesso inserita in una routine che comprende anche prodotti per pelle, capelli e unghie. Un consiglio pratico: meglio poche sostanze in dosi leggibili che una formula con venti voci in tracce.
Chi dovrebbe evitare la Centella asiatica?
Non è indicata in gravidanza e durante l'allattamento, e le etichette italiane la tengono fuori dalla portata dei bambini sotto i tre anni. Chi assume anticoagulanti, chi ha una malattia del fegato nota o segue una terapia in corso chiede prima il parere del medico. Possibili effetti indesiderati riportati sono nausea, mal di stomaco, mal di testa o vertigini, in genere legati a dosi alte.
Cosa significa esattamente "estratto titolato al 20% in derivati triterpenici"?
Vuol dire che il 20% del peso di quell'estratto è costituito da derivati triterpenici, espressi come asiaticoside. Su 500 mg di estratto sono 100 mg di derivati. Un estratto titolato al 4% ne porta molto meno a pari peso. Trovi anche il rapporto di estrazione, ad esempio 4:1, che indica quanta pianta secca serve per una parte di estratto. Titolazione e rapporto insieme ti dicono più del numero grande in prima pagina.





