Iperico
Trovi qui l'iperico in capsule, compresse, gocce ed estratti titolati in ipericina. Spieghiamo cosa significa la titolazione, come si differenziano le forme e quali avvertenze contano prima di scegliere.Leggi di più →
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Estratti di iperico titolati: cosa cambia da una forma all'altra
Che cos'è l'iperico e cosa trovi in questa pagina
L'iperico (Hypericum perforatum) è una pianta erbacea europea. Si raccolgono le sommità fiorite, che fioriscono verso la fine di giugno: da qui il nome popolare erba di San Giovanni. Nei fiori si trovano due sostanze che compaiono su quasi tutte le etichette italiane, l'ipericina e l'iperforina. Sono il riferimento che i produttori usano per descrivere quanto è concentrato un estratto.
Nel nostro assortimento trovi tre tipi di preparazione:
- Estratto secco titolato in capsule o compresse: la quantità di ipericina per dose è fissa e dichiarata.
- Polvere della pianta, spesso unita all'estratto: meno concentrata, più vicina alla pianta intera.
- Gocce: dosaggio regolabile goccia per goccia, comodo per chi vuole partire basso.
La titolazione dice più dei milligrammi in copertina
Una capsula da 400 mg non è per forza più concentrata di una da 250 mg. Quello che conta è la percentuale di ipericina dell'estratto, di solito lo 0,3%, e quanta ipericina resta nella dose giornaliera consigliata. Le etichette italiane riportano questo dato, quindi puoi mettere due confezioni una accanto all'altra e confrontarle in pochi secondi. Molte formule uniscono l'iperico ad altre piante della tradizione erboristica, come tiglio o passiflora. Se preferisci una pianta sola, guarda i monopreparati anche nelle altre erbe e piante in assortimento.
Come scegliamo l'iperico che mettiamo in catalogo
Guardiamo tre cose: la forma dell'estratto, il dosaggio e le combinazioni. Preferiamo estratti secchi titolati in ipericina, con l'apporto giornaliero scritto in chiaro: senza quel numero non puoi confrontare niente. Le miscele con dieci piante insieme, ognuna in dose simbolica, le lasciamo fuori. Compriamo direttamente dai marchi, senza intermediari, e ogni prodotto passa dal nostro team di conformità prima di andare online. Testiamo noi stessi e laboratori indipendenti controllano i lotti a campione. Se vuoi il dettaglio, scopri come selezioniamo marchi e prodotti.
Per chi è pensato e a cosa fare attenzione
L'iperico si rivolge agli adulti. Gli estratti sono controindicati in età pediatrica e nell'adolescenza. In gravidanza e allattamento vale il parere del medico. Due punti pratici che i clienti ci chiedono spesso:
- Farmaci: l'estratto di iperico può interferire con il metabolismo di molti medicinali e ridurne l'attività, dalla pillola anticoncezionale agli anticoagulanti. Se prendi farmaci, parlane prima con il medico.
- Sole: può aumentare la sensibilità della pelle alla luce. Molti lo evitano nei mesi di esposizione intensa e con le lampade abbronzanti.
Chi usa l'iperico lo assume di norma ogni giorno alla stessa ora e per qualche settimana di fila, non ogni tanto. È un prodotto da inserire con regolarità in una routine, non da provare per due giorni. Se stai valutando anche altre piante, molti confrontano l'iperico con la radice di valeriana oppure con adattogeni come la rhodiola in capsule: sono categorie diverse, ma finiscono spesso nella stessa lista di chi cerca un'erba da usare con costanza.
Domande frequenti
Che cos'è l'iperico e perché si chiama erba di San Giovanni?
L'iperico è una pianta erbacea perenne, nome botanico Hypericum perforatum, diffusa in Europa e comune anche nelle campagne italiane. Si usano le sommità fiorite, cioè la parte alta della pianta con i fiori gialli. Il nome popolare erba di San Giovanni deriva dal periodo di fioritura, intorno al 24 giugno, giorno di San Giovanni. Negli integratori la trovi come polvere della pianta o come estratto secco concentrato.
Quale forma di iperico conviene scegliere?
Dipende da quanto vuoi controllare il dosaggio e da come preferisci assumerlo. Le capsule con estratto titolato danno la dose più costante, le gocce la maggiore flessibilità.
| Forma | Caratteristica | Adatta a |
|---|---|---|
| Capsule con estratto titolato | Dose fissa e dichiarata | Uso quotidiano regolare |
| Compresse | Spesso estratto più polvere | Chi vuole la pianta intera |
| Gocce | Dosaggio regolabile | Chi parte da poco |
| Sommità sfuse | Preparazione in infuso | Uso tradizionale |
Se non hai preferenze, le capsule titolate restano la scelta più semplice da confrontare.
Come leggo la titolazione in ipericina sull'etichetta?
Cerca due informazioni. La prima è la percentuale di titolazione dell'estratto, in genere 0,3% in ipericina. La seconda, più utile, è l'apporto di ipericina per dose giornaliera consigliata, espresso in milligrammi o microgrammi. Le etichette italiane riportano questo dato proprio per rendere confrontabili prodotti diversi. Confronta sempre quel numero, non i milligrammi totali di estratto: due prodotti con lo stesso peso possono contenere quantità di ipericina molto diverse.
Quante capsule al giorno si prendono e in quale momento?
Segui sempre la dose indicata sulla confezione, perché varia molto da un prodotto all'altro: alcuni prevedono una capsula al giorno, altri due. Non superare la dose giornaliera consigliata. Per il momento della giornata non esiste una regola fissa: l'importante è la regolarità, cioè assumerlo ogni giorno più o meno alla stessa ora. Molti scelgono l'assunzione con un pasto e un bicchiere d'acqua abbondante, semplicemente perché è più facile da ricordare.
Per quanto tempo si assume di solito l'iperico?
L'iperico non è un prodotto da qualche giorno. Chi lo usa lo assume in genere in modo continuativo per alcune settimane, valutando la situazione dopo circa un mese. Questa è la nostra parte onesta: se cerchi qualcosa di immediato, questa non è la categoria giusta. Per un uso prolungato conviene concordare con il medico durata e opportunità, soprattutto se assumi altri prodotti o farmaci.
L'iperico può interferire con i farmaci?
Sì, ed è l'avvertenza più importante di questa categoria. L'estratto di iperico può modificare il metabolismo di numerosi medicinali e ridurne l'attività. Tra quelli citati nelle avvertenze dei produttori italiani ci sono anticoagulanti orali, contraccettivi, ciclosporina, teofillina e digossina. La regola pratica è semplice: se assumi un farmaco, qualunque esso sia, chiedi il parere del medico prima di iniziare. Vale anche per i farmaci da banco assunti con regolarità.
Chi dovrebbe evitare l'iperico?
Gli estratti di iperico sono controindicati in età pediatrica e nell'adolescenza. In gravidanza e durante l'allattamento serve il parere del medico prima dell'uso. Va evitato anche in caso di ipersensibilità nota alla pianta. Chi ha la pelle molto chiara o si espone quotidianamente al sole dovrebbe tenere conto della maggiore sensibilità cutanea alla luce. Se una di queste situazioni ti riguarda, tra le alternative puoi guardare le altre piante nella categoria relax e benessere.
Si può assumere insieme ad altri integratori?
Con la maggior parte degli integratori di base non ci sono segnalazioni particolari. I produttori sconsigliano però di assumerlo nello stesso periodo insieme a prodotti a base di griffonia, melatonina o ginkgo biloba, perché agiscono su ambiti simili e la combinazione non è studiata. Il nostro consiglio è pratico: aggiungi un prodotto alla volta, così capisci come lo tolleri. Se stai già usando più integratori, mostra l'elenco completo al medico o al farmacista.
Perché due prodotti con lo stesso estratto costano cifre molto diverse?
Tre fattori pesano. Il primo è la titolazione: un estratto standardizzato allo 0,3% in ipericina richiede più controlli di una semplice polvere di pianta. Il secondo è la parte usata, perché le sole sommità fiorite costano più della parte aerea intera. Il terzo sono i controlli sui lotti. Un prezzo più alto ha senso se corrisponde a un'etichetta che dichiara la titolazione e l'apporto giornaliero di ipericina. Se quei dati mancano, il risparmio è solo apparente.








