Cardo mariano
Qui trovi il cardo mariano in capsule, compresse, polvere e tintura, con estratti titolati in silimarina. Spieghiamo cosa significa la titolazione, quale forma conviene e come usarlo a cicli, giorno per giorno.Leggi di più →
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Silimarina, titolazione e forme del cardo mariano
Il cardo mariano (Silybum marianum) è una pianta della famiglia delle Asteracee, diffusa in tutta l'area mediterranea e in Italia soprattutto al centro-sud. Negli integratori si usano i frutti, che in etichetta trovi spesso chiamati semi. Contengono un gruppo di flavonolignani noto come silimarina: silibina, silicristina e silidianina. La silibina è la frazione più studiata. Il cardo mariano fa parte del nostro assortimento di piante ed estratti botanici, accanto ad altre erbe amare della stessa famiglia.
La titolazione conta più dei milligrammi
Due prodotti possono dichiarare 500 mg di cardo mariano e portare quantità di silimarina molto diverse. Dipende dalla titolazione, cioè dalla percentuale di silimarina nell'estratto. La Farmacopea Ufficiale Italiana fissa un minimo dell'1% per l'estratto secco nebulizzato, mentre gli estratti concentrati arrivano al 70-80%. Un estratto titolato all'80% e una polvere titolata al 2% non sono confrontabili, nemmeno a parità di milligrammi. Per questo guardiamo sempre due dati: i milligrammi di estratto e i milligrammi di silimarina per dose giornaliera. Se il secondo dato manca, non consideriamo l'etichetta trasparente.
Forme, assorbimento e combinazioni
La silimarina si scioglie poco in acqua. Alzare i milligrammi, quindi, non porta un effetto proporzionale. Alcune formule legano la silimarina ai fosfolipidi (il cosiddetto fitosoma: la molecola viene avvolta in una struttura grassa, così il corpo la assorbe meglio). Costano più delle capsule classiche e hanno senso se preferisci dosi contenute ma assorbite bene.
- Capsule e compresse con estratto titolato: dose costante, facile da ripetere ogni giorno.
- Polvere di frutti: meno concentrata, da aggiungere a yogurt o frullati.
- Tintura e gocce: dosaggio flessibile, gusto amaro.
In Italia il cardo mariano si trova spesso insieme al carciofo o a estratti di tarassaco. Sono abbinamenti tradizionali, ma in una formula combinata la quota di silimarina per dose è quasi sempre più bassa.
Come scegliamo il cardo mariano
Scegliamo in base a tre cose: la forma dell'estratto, il dosaggio e le combinazioni che hanno senso. Preferiamo gli estratti dei frutti titolati in silimarina, perché la quantità dichiarata resta costante da lotto a lotto. Teniamo anche le formule con altre piante amare, ma le manteniamo distinte dagli estratti singoli, così sai davvero cosa prendi. Compriamo direttamente dai marchi, senza intermediari, e ogni prodotto passa dal nostro team compliance prima di andare online. Testiamo noi stessi i prodotti e laboratori indipendenti controllano i lotti a campione. Scopri come selezioniamo i marchi.
Per chi ha senso e cosa aspettarti
Il cardo mariano interessa soprattutto chi vuole sostenere le funzioni depurative e digestive dell'organismo, per esempio dopo periodi di pasti abbondanti. Siamo diretti su un punto: per i botanici l'EFSA non ha ancora concluso la valutazione delle indicazioni sulla salute, e in Italia le diciture in etichetta seguono in via provvisoria l'elenco del Ministero della Salute. Non aspettarti effetti in due giorni: si usa a cicli di alcune settimane, con regolarità. Chi cerca soprattutto un aiuto dopo i pasti grassi valuta anche il carciofo. Se prendi farmaci, parlane prima con il medico: il cardo mariano può influire sul modo in cui il fegato li elabora. Chi è allergico alle Asteracee, come camomilla e ambrosia, lo evita.
Domande frequenti
Che cos'è il cardo mariano?
Il cardo mariano è una pianta erbacea della famiglia delle Asteracee, la stessa del carciofo e del tarassaco. Cresce spontanea in tutta l'area mediterranea e in Italia è comune al centro-sud. Negli integratori si usano i frutti, spesso indicati come semi, perché è nel loro tegumento che si concentrano i flavonolignani. Foglie e fiori si trovano soprattutto in tisane e infusi, meno concentrati di un estratto titolato.
Cardo mariano e silimarina sono la stessa cosa?
No, ma sono collegati. Il cardo mariano è la pianta, la silimarina è il complesso di flavonolignani estratto dai suoi frutti: silibina, silicristina e silidianina, con la silibina come frazione più studiata. In etichetta trovi entrambi i termini. Il dato utile è quanta silimarina apporta la dose giornaliera, non solo quanti milligrammi di pianta o di estratto sono dichiarati sul fronte della confezione.
Quale forma di cardo mariano conviene scegliere?
Dipende da quanto vuoi essere preciso con la dose e da quanto sei disposto a spendere.
| Forma | Caratteristica | Adatta a |
|---|---|---|
| Capsule o compresse titolate | Quota di silimarina costante | Uso quotidiano semplice |
| Fitosoma (con fosfolipidi) | Assorbimento migliore, prezzo più alto | Chi preferisce dosi contenute |
| Polvere di frutti | Poco concentrata, fibra inclusa | Frullati e yogurt |
| Tintura o gocce | Dosaggio flessibile, gusto amaro | Chi non ama deglutire capsule |
Se cerchi una quantità di silimarina chiara e ripetibile, l'estratto titolato in capsule resta la scelta più leggibile.
Si prende prima o dopo i pasti?
Le etichette italiane indicano in genere l'assunzione durante o subito dopo i pasti. C'è una ragione pratica: la silimarina è liposolubile, quindi un pasto che contiene grassi ne favorisce l'assorbimento, e lo stomaco pieno riduce il rischio di fastidi gastrici. Alcuni produttori suggeriscono invece l'uso lontano dai pasti. Segui sempre la modalità d'uso riportata sulla confezione che hai in mano, perché cambia in base alla titolazione.
Per quanto tempo si assume prima di notare qualcosa?
Non è un prodotto a effetto immediato. Nella pratica si usa a cicli: alcune settimane di assunzione regolare, poi una pausa, come indicato dal produttore. Aspettati di valutare la tua esperienza dopo due o tre settimane di uso costante, non dopo pochi giorni. La regolarità conta più della dose alta: salti frequenti rendono difficile capire se il prodotto ti sta dando qualcosa.
Ha senso abbinarlo a carciofo e tarassaco?
Sono abbinamenti tradizionali in Italia, spesso proposti per il sostegno della digestione. Hanno un senso pratico, perché si tratta di piante amare usate nello stesso ambito. C'è però un compromesso da conoscere: in una formula con tre estratti la quota di silimarina per dose è quasi sempre inferiore a quella di un estratto singolo titolato. Se il tuo obiettivo è la silimarina, controlla i milligrammi prima del numero di ingredienti.
Chi deve fare attenzione o chiedere prima al medico?
Chi assume farmaci: il cardo mariano può influire sul modo in cui il fegato li elabora, quindi il parere del medico viene prima. In gravidanza e allattamento vale la stessa regola. Chi è allergico alle piante della famiglia delle Asteracee, come camomilla e ambrosia, dovrebbe evitarlo. Chi tiene sotto controllo la glicemia usi cautela e ne parli con il medico. Gli effetti indesiderati riportati sono in genere lievi e gastrointestinali.
Perché non promettete effetti sul fegato?
Perché la normativa europea non lo consente ancora. Per le sostanze vegetali l'EFSA non ha concluso la valutazione delle indicazioni sulla salute: restano in attesa, cioè "pending". In Italia le diciture riferite ai botanici possono essere usate in via provvisoria secondo l'elenco del decreto del Ministero della Salute del 10 agosto 2018, aggiornato dall'Istituto Superiore di Sanità nell'attività di fitosorveglianza. Preferiamo dirti come stanno le cose, invece di scrivere promesse che non possiamo sostenere.




